VENEZIA, 12 giugno 2012 _ Una robusta cura dimagrante perla Regione. Si presenta così il progetto di legge scritto dal capogruppo di Verso Nord, Diego Bottacin e firmato dal consigliere Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra Veneta. Il progetto di legge, depositato oggi, prevede la chiusura di tutte le società, enti e organismi non indispensabili allo svolgimento delle funzioni istituzionali e la dismissione di tutte le partecipazioni regionali. Il progetto di legge scrive inoltre nuove procedure per la selezione del personale di rappresentanza negli enti indispensabili, basate su competenza e merito.

«Nella fitta rete delle partecipazioni regionali in società, enti e organismi», spiega il capogruppo di Verso Nord, Diego Bottacin, «si celano sovrapposizioni di competenze, inefficienze burocratiche e l’ormai annoso malcostume delle clientele politiche. Con questa iniziativa, riduciamo la spesa pubblica improduttiva, riorganizziamo in modo più efficiente la macchina amministrativa regionale e introduciamo un meccanismo che sottragga le nomine all’arbitrarietà della politica».

«Il riordino e la riorganizzazione sono ormai ineludibili», sottolinea il consigliere della Federazione delle Sinistre, Pietrangelo Pettenò. «Sia per quanto riguarda le funzioni amministrative, sia per il trattamento economico dei dipendenti». La proposta «porrà fine all’uso da un lato di concedere negli enti e nelle società partecipate trattamenti economici superiori rispetto al personale dipendente della Regione e dall’altro alla proliferazione di contratti atipici per lo svolgimento di mansioni e funzioni pubbliche simili a quelle dei dipendenti regionali».

Sulla riorganizzazione e l’efficienza, si sofferma il consigliere Andrea Causin: «Tutte queste agenzie esterne sono ormai vecchi arnesi, pensati per quando le disponibilità di bilancio erano doppie rispetto alle attuali. Oggi non hanno più alcun senso».

Il progetto di legge prevede l’abrogazione di 39 fra enti e organismi non indispensabili e la cessione delle quote detenute dalla Regione in 24 società esterne. Verranno mantenute solo le società previste da legge statale. Saranno infine introdotte procedure di nomina che elimineranno ogni confusione tra affiliazione politica e competenza, in favore di quest’ultima, per approdare a un sistema pienamente meritocratico. Il progetto di legge prevede infatti l’affidamento della ricerca del personale a una società di consulenza di gestione aziendale. La discrezionalità del Consiglio regionale rispetto alle nomine e alle designazioni sarà limitata esclusivamente all’interno delle proposte di candidatura selezionate dall’Agenzia.

 

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