«Nel giorno della Memoria, Berlusconi riabilita il Duce, nel giorno in cui le Pmi venete lanciano il proprio grido di allarme, Bersani indica come priorità il diritto di cittadinanza degli immigrati». Per Maurizio Fistarol, candidato al Senato con la lista Monti, è il tempo di cambiare completamente registro. «Chiedere ai rottami della seconda Repubblica di sintonizzarsi con il paese reale e con il Veneto è come pretendere di fermare l’acqua alta con le mani». Anche Scelta Civica e le liste collegate a Monti sono favorevoli a garantire la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati, ricorda Fistarol, ma «da qui a farne una priorità ce ne corre».

«Le priorità restano l’abbassamento della pressione fiscale, la riduzione della devastante spesa pubblica improduttiva e il dimagrimento dell’apparato burocratico. Tutto il resto, per quanto importante, in questo momento è pura demagogia». Se fino a pochi anni fa la politica era vista lontana, ma tutto sommato poco influente sui destini dell’economia, dell’impresa e del lavoro, oggi la crisi, l’abnorme pressione fiscale e «quel mostro che divora oltre metà della ricchezza prodotta in Italia, cioè lo Stato», ricorda Fistarol, impongono a chi prende le decisioni di sintonizzarsi in fretta con il mondo produttivo.

«Ogni giorno muoiono decine di aziende, 30 secondo gli ultimi dati di Rete Impresa e il Veneto lo scorso anno ha avuto un saldo negativo di -7.000 imprese. A causa del carico fiscale, gli imprenditori veneti stano cercando opportunità nelle regioni limitrofe, dalla Carinzia alla Slovenia». In un quadro simile, conclude il senatore, «affrontare come priorità i diritti di cittadinanza degli immigrati risulta quanto meno naif, visto che a causa della mancanza di lavoro a decine di migliaia anche loro stanno lasciando il Veneto e l’Italia».(i.a.)

CORRIERE DELLE ALPI

MERCOLEDI’, 30 GENNAIO 2013

 

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