Belluno, 13 gennaio 2012 _ Il senatore di Verso Nord, Maurizio Fistarol, saluta con favore il giro di vite del governo sulle auto blu per gli organi costituzionali e gli enti locali in ottemperanza ad un’ordinanza del Tar che chiedeva di intervenire in merito. «Finalmente qualcosa di concreto si muove alla luce anche del mio disegno di legge che aveva raccolto molte adesioni, ma che non era ancora stato discusso in Parlamento, nonostante i ripetuti solleciti», dichiara Fistarol che aggiunge: «Nel nostro Paese ci sono tante, troppe auto blu spesso usate da soggetti che non ne hanno titolo o che ne abusano. Uno spreco enorme e un privilegio inaccettabile che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
 
Nel 2010 il senatore di Verso Nord era stato tra i promotori di un disegno di legge per limitare l’uso di queste macchine in dotazione alle amministrazioni dello Stato. L’Italia, infatti, guida la poco invidiabile classifica mondiale dell’utilizzo delle auto blu: batte, tra gli altri, gli Stati Uniti e la Francia, rispettivamente al secondo e terzo posto. La proposta prevedeva che l’uso di queste autovetture fosse consentito esclusivamente ai titolari delle principali cariche istituzionali di governo, presidenza della Repubblica, magistratura e autorità indipendenti, e fosse ammesso solo per esigenze di servizio, escludendolo in ogni caso per trasferimenti verso e dal luogo di lavoro.
 
«Diventa anche d’attualità, alla luce di recenti polemiche sulle presenze nelle nostre località turistiche di ex esponenti di governo con auto di rappresentanza, la proposta contenuta nel disegno di legge», continua Fistarol. Un punto importante per il senatore di Verso Nord. «Coloro che hanno ricoperto incarichi pubblici a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, – aggiunge – devono perdere il diritto all’uso dell’autovettura di Stato».
 
«Questo provvedimento consentirà di risparmiare cifre importanti», spiega Fistarol che propone di «utilizzare le risorse recuperate in questa maniera per i mezzi delle forze dell’ordine che spesso non possono nemmeno circolare perché hanno i serbatoi vuoti».
 

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