Belluno, 27 gennaio 2012 _L’amministrazione comunale di Belluno, il 4 ottobre 1999, ha dato inizio alle procedure amministrative per la riqualificazione dell’area dell’ex ospedale civile, firmando un accordo con la Regione Veneto e con la Soprintendenza ai beni artistici e architettonici (e dopo avere coinvolto i confinanti, quali la Banca d’Italia e vari proprietari privati). Si è trattato della redazione di un Piano complesso, il primo in Veneto, in attuazione di una legge regionale approvata nel giugno dello stesso anno. Nell’ambito di quell’accordo innovativo, Palazzo Bembo veniva ceduto gratuitamente dalla Regione al Comune per realizzare un polo convegnistico e culturale. Al restauro di Palazzo Bembo venivano destinati 6 miliardi di vecchie lire in parti uguali dal Comune e dalla Regione.
 
La Regione impegnava i 3 miliardi che avrebbe ricavato dalla vendita della sua porzione di area (ala est del complesso) e il Comune un miliardo e mezzo ricavato dalla vendita della propria porzione (ala ovest) e un miliardo e mezzo con risorse proprie.
 
«Dopo più di 12 anni – ricorda l’ex sindaco di Belluno Maurizio Fistarol – quell’accordo innovativo,  che vide la regia dell’allora amministrazione comunale, finalmente porta all’inizio dei lavori per il recupero del prestigioso edificio».
 

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