Italia Futura, l’associazione creata da Luca Cordero di Montezemolo e ormai sempre più movimento politico, arriva a Belluno. L’operazione di radicamento nel Veneto si completa proprio con Belluno, dove come presidente è stato scelto il giovane avvocato Luca Zullo, mentre il vice e coordinatore provinciale è Giancarlo Ingrosso già esponente di Verso Nord che di fatto sta creando un polo insieme a Italia Futura aperto a una vasta fascia di moderati, calcolati in circa 10-12 milioni di elettori. Nel direttivo c’è anche Maurizio Fistarol, l’ex sindaco di Belluno oggi senatore di Verso Nord.

Nella squadra ci sono giovani, donne e imprenditori: Filippo Marchesan e Luigi Reato sono i più giovani consiglieri bellunesi di IF, poi ci sono Maria Luisa Muratore, Maria Enrica Lyon e Enrica Bergamo, Gabriele De Bettio, l’imprenditore del settore della refrigerazione Rudy De Gasperin e il consigliere comunale Armando De Zordo. I fondatori invece sono 23 e sono espressione della società civile in ogni categoria professionale, dall’imprenditore agricolo al grafico pubblicitario, e residenti in tutto il territorio provinciale.

«I giovani in IF Belluno hanno un ruolo determinante», sottolinea Luca Zullo, «e la partecipazione dei giovani consentirà di vedere le loro proposte inserite nel progetto, nelle idee e nei valori del movimento. Sarà per noi una sfida coinvolgere coloro che normalmente si fanno abbagliare da idee demagogiche. E’ giunto il momento per tutti coloro che sino ad oggi non lo hanno fatto, tra i quali le nuove generazioni», aggiunge Zullo, «di smettere di lamentarsi e di impegnarsi personalmente per rilanciare il Paese».

Ingrosso aggiunge: «Vogliamo creare un’area che va dagli ex berluscones ai delusi del Pd, il potenziale è molto vasto. Italia Futura di Belluno è nata venerdì scorso durante un incontro con Montezemolo a Verona e si propone di offrire al Paese e agli italiani una nuova opportunità di partecipazione e di aggregazione, con progetti, idee e scenari che possono nascere dalla reale conoscenza dei problemi».

CORRIERE DELLE ALPI

20/10/12

 

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