MILANO- La stretta sulle «auto blu» funziona. Nei primi tre mesi dell’anno sono 758 in meno le vetture in servizio (su un totale di 65 mila circa) presso la Pubblica Amministrazione con un risparmio stimato in 35 milioni di euro su 12 mesi (105 se si include il costo del personale). Il dato, comunicato dal Ministero della Funzione Pubblica, è calcolato sulla base dei nuovi acquisti (434) e sulle dismissioni (1192). Fra queste le «auto blu» vere e proprie, ovvero quelle di rappresentanza con autista utilizzate vertici delle amministrazioni, sono 248 in meno e contano per il 2,5% del totale del parco. E siamo soltanto all’inizio. « Il governo ha intenzione di dare un’ulteriore e drastica riduzione delle auto di servizio che non devono diventare un inutile privilegio o, peggio, uno status symbol da esibire», ha detto il Ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patron Griffi. Anche se l’associazione dei consumatori Codacons parla di «goccia nel mare» ricordando come una recente sentenza del Tar del Lazio «abbia accolto il ricorso dell’associazione ordinando al Governo di rivedere i criteri con cui vengono assegnate le auto blu agli enti locali».

SPESA MEDIA: 9 MILA EURO AD AUTOMOBILE-Il risultato arriva a pochi mesi dalla pubblicazione del primo censimento sulle auto pubbliche e a distanza di un giorno dall’avvio di una nuova iniziativa affidata al Formez per tenere sotto controllo i costi. Con l’obiettivo di monitorare le spese delle amministrazioni nell’ultimo biennio in relazione agli obiettivi da raggiungere. In base all’aggiornamento del censimento ai primi tre mesi dell’anno, i dati disponibili coprono il 95% del territorio. Secondo quanto riporta il Ministero della Funzione Pubblica, gli acquisti da parte delle amministrazioni centrali dello Stato «sono stati praticamente azzerati», mentre negli enti locali la riduzione è stata solo dell’1%. Per quanto riguarda le nuove auto degli enti locali, per 31%, dei casi, sono comprate direttamente, mentre molto più alta che in passato è la quota di noleggi e leasing (66%). Una formula che dovrebbe garantire un certo risparmio alle casse pubbliche. E non si parla di «macchinoni»: il costo medio è di 9.307 euro: nel 65% dei casi si tratta di modelli con cilindrata da 1.100 a 1.600 cc, mentre il 23% è sopra i 1.900 cc.

9 maggio 2012

CORRIERE DELLA SERA

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *