Secondo la Corte dei conti, gli sprechi, le inefficienze e la corruzione nel settore pubblico costano 60 miliardi di euro l’anno. Ma nel 2010 il totale delle somme recuperate dalla stessa Corte ammontava a soli 293 milioni di euro; evidente, dunque, che in un momento nel quale gli equilibri di bilancio sono delicatissimi e non si può più agire sul fronte dell’aumento del prelievo fiscale è ora di agire con decisione sul versante del contenimento delle uscite. Questo il motivo che ha indotto il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti a sponsorizzare la cosiddetta Agenzia delle uscite, che dovrebbe occuparsi della lotta agli sprechi nella gestione delle risorse pubbliche. Ieri è stato depositato in parlamento un disegno di legge, primo firmatario Maurizio Fistarol, che recepisce questa esigenza.

A fronte infatti di 2.865 milioni di euro che lo Stato investe annualmente nella lotta all’evasione, solo 300 milioni sono disponibili per la lotta alla corruzione e agli sprechi di denaro pubblico. Ed è anche vero che la spesa pubblica ha raggiunto i 722 miliardi tra il 2000 e il 2010, con un aumento pari al 21%, con conseguente aumento della tassazione, un trend certificato anche dalla manovra 2012-2014 da 81 mila miliardi, che solo per una percentuale pari al 37 % è costituita da tagli di spese.È evidente che senza un accurato monitoraggio della spesa pubblica, difficilmente potrà esservi una riduzione della pressione fiscale; e quindi non potrà esservi nemmeno speranza di una ripresa economica.

Un circuito vizioso, dunque, che richiede, per essere spezzato, di istituire, sulla falsariga di quanto fatto con l’Anagrafe tributaria per la lotta all’evasione, un potere coercitivo relativamente alla richiesta di informazioni utili al monitoraggio della spesa, come anche di un potere sanzionatorio nei confronti dei responsabili di amministrazioni ed enti che disattendono queste richieste informative, nonché degli autori materiali della dissipazione di risorse pubbliche.

A tutto ciò dovrebbe provvedere l’Agenzia delle Uscite, un organismo permanente dotato del potere di richiedere alle amministrazioni e agli enti la comunicazione in via telematica di tutti i dati utili al costante monitoraggio della spesa pubblica (quali quelli relativi alle auto blu, ai doppi incarichi, ai debiti non ancora pagati alle imprese, ai costi standard), in tal modo istituendo un’anagrafe della pubblica amministrazione e del parastato, speculare a quella già esistente in materia tributaria.

L’Agenzia delle Uscite avrà il potere di comminare sanzioni pecuniarie nei confronti di quanti omettano le dichiarazioni telematiche, oppure le presentino con dati incompleti o non veritieri, nonché nei confronti degli autori materiali della dissipazione di risorse pubbliche eventualmente risultante dalle dichiarazioni inviate. Il provvedimento di condanna emesso nei loro riguardi sarà impugnabile davanti alla corte dei conti, ma immediatamente esecutivo per il pagamento di almeno il 30% dell’entità della sanzione pecuniaria irrogata, così come avviene per gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle entrate.

Di Giovanni Galli

ITALIA OGGI

21/06/12

 

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