La passione con Benito Mussolini, non ancora diventato il Duce, un figlio, poi l’emarginazione, il manicomio, l’oblio: la storia di Ida Dalser è metafora del “privato” che non può emergere, per non macchiare l’immagine dell’uomo “pubblico”.

 
Intrecciato con la vicenda del regime fascista, il ritratto di questa donna fragile, ferita, orgogliosa, consente di radicalizzare un tema di ricorrente attualità.
 
Belli i materiali d’epoca, molto bella la fotografia.
 

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