Finanziamento pubblico partiti, Sen. Fistarol: “Bisogna intervenire drasticamente riducendo la quantità di denaro” 

Intervista di Simone Ciloni, pubblicata su Direttanews.it il 18 aprile 2012

Senator Fistarol, lieti di ospitarla su Direttanews. Secondo il premier Monti la riforma del mercato del lavoro sarà in grado di avvicinare l’Italia agli altri Paesi dell’Unione Europea: ci dia un suo commento a questo proposito…

La riforma del mercato del lavoro interviene su un settore che ha certamente bisogno di essere modificato; è di fatto una riforma che si rende necessaria dopo l’intervento sull’età pensionabile e collegata ad un provvedimento che già il governo Monti ha assunto sulla base dell’emergenza, in un momento dove il nostro Paese stava colando a picco. A mio parere può essere migliorata nel lavoro parlamentare, ma sconfiggendo tutti coloro che ritengono che anche in questo campo in Italia pensa che non si debba cambiare nulla. Per com’è allo stato attuale, parliamo di una riforma che pesa eccessivamente sulla piccola e media impresa, troppo tartassata dal regime fiscale in vigore; per questo motivo bisognerà intervenire in sede parlamentare.

Come si esprime in merito alla questione legata al finanziamento pubblico ai partiti? Secondo i leader Casini, Bersani e Alfano sarebbe “un errore drammatico” cancellare del tutto i finanziamenti pubblici…

Bisogna vedere complessivamente il sistema del finanziamento pubblico e le sue modalità (in particolare quelle legate ai voti che vengono conseguiti alle elezioni e che incentivano la formazione di micro partiti quasi personali). In ogni caso bisogna intervenire drasticamente riducendo la quantità di denaro che viene devoluta a ogni singolo partito. I partiti sono essenziali per la democrazia, ma possono e devono vivere con meno denaro di quello che attualmente utilizzano.

Un commento sull’uragano che ha sconvolto la Lega Nord e l’allontanamento della famiglia Bossi dal partito…

E’ un evento politicamente molto rilevante perché riguarda un partito il cui elettorato è da sempre sensibile ai temi dell’etica pubblica, questi temi e questa sensibilità sono stati traditi dal leader maximo della Lega, dalla sua famiglia e dai collaboratori stretti di Bossi.

 

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