BELLUNO Se Casini liquida il Terzo Polo con un tweet, c’è chi aveva capito da diverso tempo che non era quella la strada giusta. È Maurizio Fistarol, senatore di Verso Nord, movimento che alle amministrative di Belluno si è alleato con l’Udc.

Fistarol spiega l’obiettivo di Verso Nord: «Bisogna costruire una proposta politica che stia fuori dalla sinistra e dall’asse Berlusconi-Bossi, questo ci ha portato a interloquire con l’Udc, che pone un problema analogo, ma con molte difficoltà. Secondo noi di Verso Nord, la soluzione non può risultare dalla somma di pezzetti di altri partiti, come Fli e Udc, ma da forze che sanno portare una politica nuova. Molti italiani condividono questa ambizione, ma è necessario dare una proposta all’altezza, mentre il Terzo Polo è percepito come un pezzo della vecchia politica e per questo motivo non viene votato».

Ovviamente ogni situazione fa storia a sè e la pratica politica si può declinare a seconda delle circostanze. È il caso di Belluno, dove Verso Nord si è presentata alle amministrative con innesti dentro una lista civica che appoggiava Ida Bortoluzzi, in alleanza con l’Udc: «A Belluno», spiega il senatore, «abbiamo verificato un ottimo rapporto con l’Udc che qui è composto da giovani che hanno la nostra stessa mentalità», e l’esperimento ha pagato perché la Bortoluzzi ha superato l’8%, dato che, nel contesto di una competizione assolutamente anomala, è senz’altro lusinghiero. «Io credo», prosegue Fistarol, «che questo voto amministrativo certifichi che la soluzione al problema politico posto da Verso Nord non è dato dal centrismo vecchio stampo rappresentato dal Terzo Polo, serve ben altro». Ma cosa?

Fistarol in totale controtendenza con i politici navigati suggerisce: «Il voto dei grillini va preso più sul serio di quanto si stia facendo. Al di là delle pagliacciate di Beppe Grillo, i cittadini impegnati nel Movimento 5 Stelle e i loro elettori esprimono l’esigenza di un’altra politica che è sbagliato relegare al populismo demagogico. Un conto è Grillo, un conto sono i suoi, che mostrano grande vivacità e partecipazione da non sottovalutare. Forse sono un po’ ingenui, ma al netto di una certa genericità, vanno guardati con attenzione e rispetto perché c’è bisogno vitale di energia nuova nella politica nazionale e nelle città». Dunque Napolitano sbaglia a minimizzare? «Il presidente della Repubblica guarda l’altra faccia della medaglia, la preoccupazione di sempre è l’esigenza di governare. La domanda è: come faranno a tradurre quella spinta in azione di governo efficace? Alla fine, è la qualità dell’amministrazione a fare la differenza, lo dico per l’esperienza personale da sindaco, bisogna guardare le capacità perché è pieno di nuovi che fanno disastri». Anche di vecchi però: «Quelli sono molti di più». (i.a.)

GIOVEDÌ, 10 MAGGIO 2012

CORRIERE DELLE ALPI

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *