Bene la lotta all’evasione fiscale condotta dalla Guardia di Finanza, ma «lo Stato deve fare assolutamente una riflessione sulla pressione fiscale, diventata intollerabile per le nostre imprese, soprattutto per le medie e le piccole, e l’unico modo per ridurla è diminuire la spesa pubblica». Si basa su questa riflessione la proposta di legge lanciata dal senatore di Verso nord Maurizio Fistarol, che propone di istituire l’Agenzia «delle Uscite», che, sulla scorta di quanto fa l’Agenzia delle Entrate con i cittadini, permetta di controllare la spesa pubblica. «Combattere l’evasione è sacrosanto, ma contrastare le inefficienze, la corruzione e la spesa pubblica improduttiva dello Stato lo è altrettanto», spiega Fistarol, primo firmatario della proposta di legge (con lui i senatori Maria Leddi del Pd, Nicola Rossi del gruppo misto e Enrico Musso, di Verso nord).

Gli sprechi nel settore pubblico, infatti, costano alla collettività circa 60 miliardi di euro l’anno. Nel 2010 il totale delle somme recuperate dalla Corte dei Conti ammontava a soli 293 milioni di euro. Per colmare il gap, Fistarol propone di istituire “l’Agenzia delle Uscite”, un organismo permanente con poteri di controllo, ispezione e verifica sulle pubbliche amministrazioni, gli enti parastatali e i rispettivi addetti. A gestirla dovrebbero esserela Corte dei Conti e la Guardiadi Finanza, «per evitare di spendere altri soldi pubblici», aggiunge Fistarol. Quest’organismo dovrà occuparsi di verificare che tutti gli enti pubblici trasmettano le informazioni sulle loro spese, e che queste corrispondano a verità: «Sono previste sanzioni per chi non trasmette le informazioni, ma anche per chi, dall’analisi dei dati forniti, dimostri di aver sperperato denaro pubblico», spiega Fistarol.

«Chi verrà sanzionato dovrà pagare subito il 30%, poi potrà verificare conla Cortedei Conti la documentazione fornita». «Si tratta di una battaglia decisiva», conclude il senatore di Verso nord, perché «altrimenti la lotta all’evasione diventa inutile. Queste operazioni servono per recuperare soldi sottratti allo Stato, ma se queste somme finiscono in uno scolapaste, i soldi non basteranno mai. Basta con questo andazzo della spesa facile. Lo Stato deve usare meno soldi e usarli meglio». (a.f.)

CORRIERE DELLE ALPI

MERCOLEDÌ, 27 GIUGNO 2012

 

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