«Monti ha deciso, ma lo dirà solo a Camere sciolte». I centristi ieri ne erano certi, ma c’è ancora qualche dubbio sul futuro del professore. Dalla decisione di Monti e quindi dall’assetto di una vasta area moderata, dipende anche la scelta di Maurizio Fistarol, senatore di Verso Nord. In questi giorni Fistarol è sembrato sul punto di mollare tutto e rinunciare a un’eventuale offerta di candidatura, ma c’è ancora margine.

«Da due anni (come Verso Nord) stiamo lavorando per creare un’offerta politica al di fuori della sinistra e di Berlusconi. Insieme a Italia Futura di Montezemolo stiamo cercando di capire se può prendere forma un rassemblement attorno a Monti, ma non è chiaro cosa succederà. A me, a noi, preme rimettere in ordine l’Italia proseguendo il percorso iniziato un anno fa. È stato un periodo duro per il Paese, ma il lavoro non è concluso. Se si realizzeranno le condizioni io potrei decidere di riprovarci, altrimenti non sono interessato».

Fistarol ritiene di essere capitato in Parlamento (per la prima volta nel 2001) in uno dei periodi più bui della Repubblica dal dopoguerra: «Negli ultimi anni è stata un’esperienza di improduttività, schizofrenia, contrapposizioni fini a se stesse. A una cosa così non sono più interessato, perché per quanto uno lavori, la capacità di incidere è nulla. Stare in un contesto così difficile e fermo, quando invece da sindaco avevo fatto un’esperienza bellissima e ricca di risultati, è pesante», dice ancora Fistarol. Ma per tornare con convinzione, l’ex sindaco di Belluno, vuole prospettive convincenti: «Un semplice polo di centro non basta, serve una presenza consistente di figure come Monti, uno capace di scardinare il sistema da questo gioco del pendolo lungo vent’anni e inconcludente». Fistarol non si riferisce solo a Berlusconi: «La sinistra sta sostituendo Prodi con Bersani e Bertinotti con Vendola».

Diverso sarebbe stato se le primarie le avesse vinte Renzi: «Ci sono due ipotesi di cambiamento. Una è Monti, figura molto autorevole, tecnica forse austera ma contraria al solito piacione e in grado di riportare l’Italia alla serietà. L’altro che avrebbe potuto terremotare la politica italiana è Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze può non piacere, ma la sinistra con lui non sarebbe stata più la stessa di prima, sarebbe cambiata davvero e avrebbe imparato a parlare anche al centrodestra. È sempre stata anche una mia idea quella di aprire il confronto, catturare i voti dell’altra parte, credere in un elettorato non sclerotizzato. Se avesse vinto Renzi, Berlusconi non avrebbe avuto il coraggio di tornare». Insomma, Fistarol ci sta ancora pensando: «L’ultimo anno mi sono trovato a sostenere provvedimenti difficili, ma per la prima volta dopo tanto tempo ho sentito parlare di politica. Non ne posso più della politica come propaganda».

CORRIERE DELLE ALPI

20/12/12

 

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